Trama  


Una serata tra amici, si bevono alcolici. Anna però decide di non bere, ricorda le raccomandazioni della madre e ordina un succo perché deve guidare. Purtroppo non tutto dipende dalla propria volontà e Anna lo scoprirà presto a sue spese.

Note di Regia


L’intento primario di questo progetto è quello di misurarsi in prima persona con uno stile che mette alla prova le mie conoscenze prettamente tecniche. Il punto di partenza è stato senza dubbio la volontà di realizzare un prodotto con il digitale, che unisse i vincoli economici all’esigenza di creare un prodotto dal valore artistico e professionale elevato; il mio riferimento primario è sicuramente il lavoro di Michael Mann e la sua tecnica sperimentale ai limiti del classico (o viceversa). Mi riferisco soprattutto al lavoro fatto in Colleteral: la resa fotografica, l’immagine sgranata, l’utilizzo del gain … tutti mezzi che ho cercato di usare per raggiungere un livello elevato di realismo. Ovviamente poi la storia non è solo un esercizio tecnico: l’abuso di alcol è una piaga che falcia la vita di milioni di persone, soprattutto giovani, per cui si tratta di un tema impegnato. E’ importante sottolineare che questo progetto è stato realizzato esclusivamente da giovani, dal loro impegno e dalla loro decisione. Abbiamo cominciato pieni di entusiasmo e poi ci siamo trovati tra le mani una storia che ci ha resi responsabili di un messaggio importante, e all’entusiasmo si è aggiunta la consapevolezza della responsabilità di far passare attraverso le immagini un problema che affligge la nostra società e che in qualche modo riguarda tutti noi. Non sono tanto ingenuo da credere che il mio film possa cambiare le cose, né tantomeno mi aspetto che chiunque lo guardi possa capire davvero la tragicità degli eventi raccontati; l’intento è semplicemente quello di porre il problema, di far capire alle Istituzioni che noi giovani possiamo anche essere sensibili alle problematiche che coinvolgono la nostra realtà, e di dire a chi è giovane come me, come i miei collaboratori, di non pensare mai che possa accadere soltanto agli altri, ma che ognuno è responsabile di sé e in qualche caso anche degli altri. Il mio sforzo drammaturgico è stato volto soprattutto a cercare l’originalità laddove era quasi impossibile trovarla, a rinunciare alla retorica dove invece il tema risulta per quanto forte altrettanto abusato. Ecco quindi la scelta di un punto di vista interno, l’obbiettivo della mdp si fa occhio della vittima e ci racconta i suoi ultimi istanti, con paura ma anche con considerazioni più universali, più marcatamente comunicative. Il risultato è un lavoro di squadra che è stato partorito da una sola mente e per questo sono grato a chi si è adoperato affinché il prodotto ultimo fosse il più fedele possibile a quello che avevo prefigurato in principio già in fase di scrittura.

Francesco Madeo

 

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